Convegno sul Referendum organizzato dal Centro Studi G.La Pira

In occasione della manifestazione a sostegno delle ragioni del per il prossimo referendum del 22 e 23 marzo organizzata dal Centro Studi Giorgio La Pira di Belmonte Mezzagno, numerosi cittadini si sono ritrovati giorno 04 marzo alla Biblioteca Comunale per ascoltare e condividere il progetto di riforma dell’Ordinamento Giudiziario proposto dal Parlamento. 

La nostra Associazione culturale, dinanzi a un evento di importanza fondamentale per l’assetto ordinamentale della Giustizia nel nostro Paese, ha voluto promuovere questo momento di riflessione e informazione.
L’obiettivo è offrire un contributo di consapevolezza tecnica e giuridica sul quesito referendario, affinché il voto sia esercitato responsabilmente: non come una delega in bianco, ma come una forma di partecipazione attiva alla ‘nuova architettura sociale’ dell’Italia.

Il dibattito è stato arricchito dai contributi di relatori di altissimo profilo istituzionale e professionale:

  • L’Avv Francesco Greco, Presidente Nazionale del Consiglio Nazionale Forense (CNF);
  • Il Dr Paolo Piro, Presidente dell’Associazione “Sicilia Domani”.

Durante l’evento sono stati approfonditi i pilastri fondamentali della riforma, ribadendo come il voto favorevole rappresenti una scelta di responsabilità e visione

 La Riforma  interessa :

  1. la ripartizione delle funzioni e l’organo di autogoverno, perché prevede che giudici e pubblici ministeri abbiano carriere separate;
  2. l’istituzione di due distinti Consigli Superiori, uno relativo alla carriera giudicante e un altro a quella requirente.
    Ciascun Consiglio si occuperà delle nomine, valutazioni di professionalità, incarichi, trasferimenti e progressioni di carriera dei magistrati appartenenti alla relativa area funzionale;
  1. le modalità di nomina dei componenti dei due CSM: per 1/3 estratti a sorte da elenco di professori ordinari di università di diritto e avvocati con almeno 15 anni di esercizio (elenco compilato dal Parlamento in seduta comune);
  2. per 2/3 estratti a sorte tra magistrati giudicanti e requirenti (numero e procedure devono essere disciplinati da separata legge ordinaria);

Istituzione  dell’Alta Corte disciplinare, composta di 15 giudici con attribuzione di funzioni disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari (giudicanti e requirenti) :

  • 3 nominati dal Presidente della Repubblica tra professori ordinari di diritto e avvocati con almeno 20 anni esercizio; 3 estratti a sorte da un elenco di soggetti con i medesimi requisiti compilato dal Parlamento in seduta comune mediante elezione;6 magistrati giudicanti con almeno 20 anni di esercizio estratti a sorte all’interno della categoria;
  • 3 magistrati requirenti con almeno 20 anni di esercizio estratti a sorte all’interno della categoria.
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