Papa Leone risponde al presidente Trump

Perché in un post su Truth, suo social network, il presidente Trump ha attaccato senza mezzi termini il Papa Leone XIV definendolo debole e pessimo in politica estera?

È evidente che siamo di fronte a due concezioni diverse della vita e della storia e persino a due modi diversi di intendere il cristianesimo.
Trump appartiene al  cristianesimo   presbiteriano,  dominato  dall’idea che il segno terreno dell’elezione divina è la ricchezza e che l’ America – gli Stati Uniti – hanno la missione divina di reggere le sorti del mondo.
Perciò in Trump si agita l’autocoscienza dell’Eletto che deve portare a compito questa missione.
Contro tutto e tutti.
Leone XIV e’ un figlio di Agostino di Ippona. È un Papa che non ama apparire. Il suo stile è quasi monastico, ma la sua parola è ferma e risoluta.
È probabile che non abbia il carisma di Papa Wojtyla né l’irruenza di Papà Francesco.
Ma conosce bene il mondo e le sue contraddizioni.

Per sedici anni è stato missionario in Perù e vescovo di una diocesi poverissima. La dura realtà di quel Sud della terra gli ha insegnato che la violenza non è la levatrice della storia.  Non risolve le contraddizioni, le acuisce.
Come Agostino, Leone XIV sa che la lotta del cristiano è di natura spirituale. Le sorti storiche non si decidono a tavolino con la forza e la prepotenza delle armi. 

Questo è il pensiero del Papa che è l’esatto opposto del tempismo e dell’ ideologia Maga.Prevost è un uomo mite che non teme le violenze linguistiche di Trump.
Non intende sottomettersi alle sue narrazioni.
Preferisce la logica del Vangelo. Gioverebbe ricordare al presidente americano che tanti, da Attila a Napoleone, hanno provato a sottomettere il papato, senza risultato, Perché una promessa semplice accompagna il ministero petrino: Le forze degli inferi non prevarranno.

                                                                                          Gaetano Profeta

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