Amministrare con concretezza

Papa Leone XVI, ricevendo stamani i membri dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), ha additato loro l’esempio del «venerabile Giorgio La Pira». Ricordando le principali emergenze cui devono far fronte i sindaci («La crisi demografica e le fatiche delle famiglie e dei giovani, la solitudine degli anziani e il grido silenzioso dei poveri, l’inquinamento dell’ambiente e i conflitti sociali») Papa Leone ha aggiunto:

«In proposito, vi sia d’esempio il venerabile Giorgio La Pira, il quale, in un discorso ai Consiglieri comunali di Firenze, affermava: “Voi avete nei miei confronti un solo diritto: quello di negarmi la fiducia! Ma non avete il diritto di dirmi: Signor Sindaco, non si interessi delle creature senza lavoro (licenziati o disoccupati), senza casa (sfrattati), senza assistenza (vecchi, malati, bambini). È mio dovere fondamentale.
Se c’è uno che soffre, io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi, con tutti gli accorgimenti che l’amore suggerisce e che la legge fornisce, perché quella sofferenza sia o diminuita o lenita.
Altra norma di condotta per un sindaco in genere e per un sindaco cristiano in specie non c’è”».

Papa Leone nel suo discorso ha citato anche don Primo Mazzolari, perché, come scriveva il parroco di Bozzolo, «Il Paese non ha soltanto bisogno di fognature, di case, di strade, di acquedotti, di marciapiedi.
Il Paese ha bisogno anche di una maniera di sentire, di vivere, una maniera di guardarsi, una maniera di affratellarsi».

(Nella foto di Vatican.news, l’udienza di Papa Leone ai sindaci dell’ANCI)

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